Perché iniziare un percorso di coaching

Aggiornamento: 2 ott 2021

Come nasce il bisogno di coaching? Quali i temi comunemente trattati durante i percorsi di coaching? Ma soprattutto il coaching funziona? Questi sono alcuni degli interrogativi ai quali cercheremo di rispondere con questo articolo.



Lunedì mattina, suona la sveglia come ogni primo giorno della settimana. Marta apre gli occhi e immediatamente viene presa da una fitta allo stomaco: da quando è stata promossa coordinatrice del reparto logistica, per Marta andare in ufficio è diventato un fardello. Si sono moltiplicati impegni e scadenze, anche i rapporti con i colleghi, in particolare con i suoi collaboratori, non sempre vanno come Marta vorrebbe. Nonostante Marta non sia una persona a cui piaccia sottrarsi alle sfide, anzi, la caparbietà e l'attitudine a risolvere i problemi sono le capacità che l'hanno fatta tanto apprezzare in azienda, ora l'ansia provocata dal non sentirsi all'altezza, la pressione per le aspettative dell'azienda ed i ritmi stressanti le fanno perdere entusiasmo, fiducia in sé stessa e punti di riferimento, influendo anche sulla qualità della sua vita quotidiana.

Si ferma un attimo a riflettere e capisce di aver bisogno di aiuto, di fermarsi a guardare la questione da un'altra prospettiva e sbloccare tutto il suo potenziale. Quindi come attivare nuove risorse che sono già dentro Marta e che aspettano solo di uscire fuori? È in questo contesto che può entrare in gioco il coaching.


La storia che abbiamo raccontato ci aiuta a capire come potrebbe nascere il bisogno di coaching, per Marta deriva dalla necessità di gestire un processo di cambiamento e di come interpretare un nuovo ruolo.

Ovviamente i motivi che danno vita al bisogno di rivolgersi ad un coach professionista possono essere di varia natura, vediamone alcuni relativi ad un contesto organizzativo ma che potrebbero applicarsi anche all'ambito personale. Da una ricerca intitolata "Il Business Coaching per la crescita personale"(*) sembrerebbe sia la "necessità di favorire lo sviluppo personale" la leva più importante che spinge ad intraprendere un percorso di coaching; segue nella classifica la necessità di gestire "un processo di cambiamento". Al terzo e quarto posto troviamo fattori esterni quali una "espressa richiesta del capo" o un'azione intrapresa dopo un "assessment" quindi un confronto fra risorsa e Azienda.

Sempre secondo la ricerca la maggior parte degli interventi sono mirati allo sviluppo delle soft skills relazionali e gestionali nonché ad agevolare l'applicazione del know-how dei Coachee al fine di ottenere performance sempre migliori. Nello specifico i temi principali che emergono durante le sessioni di business coaching sono: la leadership, la gestione dei collaboratori e le capacità in genere di natura relazionale, con una particolare attenzione alla gestione dei conflitti. Non meno comuni anche i temi di supporto all'allenamento di capacità di organizzazione, programmazione e orientamento al risultato.

Abbiamo capito dunque quali sono i temi maggiormente trattati durante i percorsi di coaching ma la domanda chiave che si pone chi sta pensando di iniziare un percorso di coaching è: questo strumento di sviluppo è davvero efficace?

Ci aiutano a dare una risposta a questa domanda gli atleti che hanno partecipato alle olimpiadi di Tokyo. Molti di loro, a partire dallo stesso Marcel Jacobs, hanno ringraziato i loro Mental Coach per averli supportati nel superamento dei loro limiti. Nello specifico Jacobs subiva in particolare lo stress e l'ansia da prestazione, facendosi sopraffare dalla pressione, mettendo a repentaglio il risultato finale. Il lavoro svolto con il Mental coach ha fatto sì che Jacobs superasse questo scoglio ed ottenesse il suo obiettivo. E che obiettivo!



(*)"Il Business Coaching per la crescita personale" di Angela Gallo, Fulvia Frattini, Stefano Falletti, Davide Mamo. Rivista "Sviluppo & Organizzazioni" edizioni Este.




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