L'importanza di porsi domande, quelle giuste.

Aggiornamento: 19 mar

Una domanda può farti crescere, può innescare un cambiamento. A volte può aiutarti a modificare il tuo modo di approcciare qualcosa che ti sta a cuore o addirittura la vita stessa. Sembra un'affermazione forte ma se ci pensiamo bene una domanda, quella giusta, può innescare riflessioni in grado di farci guardare un contesto da un'altra prospettiva; può accendere la luce della nostra creatività o spingerci all'azione sbloccando il nostro potenziale. Per questo è fondamentale saper porre le domande nella maniera corretta, siano esse indirizzate a noi stessi o ad una persona che vogliamo aiutare.

Abbiamo detto che la domanda deve essere "giusta", ma cosa deve avere una domanda per essere "la domanda"?


Foto di nugroho dwi hartawan da Pixabay


Innanzitutto è bene chiarire che non esiste la domanda "giusta" in assoluto, che vada bene per tutti e per ogni situazione, piuttosto dovremmo parlare della domanda efficace posta al momento e nel modo opportuno, quindi la "domanda giusta" deve avere corretta tempistica ed essere posta con la giusta tecnica.

Cogliere il momento opportuno per porre delle domande a qualcuno o a noi stessi è sicuramente l'aspetto più complesso: richiede capacità di ascolto ed empatia, entrambe necessarie per rimanere nel "flusso" della conversazione, filo invisibile che ci connette con il nostro interlocutore o con il nostro io interiore. Affinché ciò accada è fondamentale la relazione che viene instaurata con l'interlocutore, che dipende strettamente dalla nostra volontà di accogliere l'altro ascoltandolo e al contempo ascoltando noi stessi, percependo che ci stiamo connettendo ad una cosa che non esisteva e che sta per emergere.


La tecnica utilizzata nei percorsi di coaching per porre la domanda correttamente si basa su degli accorgimenti che possono essere tenuti in considerazione e, talvolta, applicati, anche nella vita di tutti i giorni, al lavoro, con i nostri famigliari, con gli amici perché anche quelle che intercorrono tra noi e queste persone sono relazioni. I principi base che vedremo in seguito possono aiutare a gestire i rapporti con gli altri ponendo le domande "giuste".


1) Fare domande aperte e non chiuse.

Domanda chiusa: "Pensi che la tua vita cambierebbe se smettessi di fumare?"

Domanda aperta: "Come credi cambierebbe la tua vita se smettessi di fumare?"

Nel primo caso la risposta sarebbe un sì/no, mentre la seconda domanda stimola la narrazione del pensiero sulla questione che stiamo sollevando, dando impulso non solo alla conversazione, ma anche ad una risposta creativa che aggiunga dettagli e, quindi, tasselli al quadro della relazione.


2) Non dare opzioni nella domanda.

Domanda con opzione: "Hai corso 1 km in 8 minuti, eri stanco o non ti eri concentrato?"

Domanda senza opzione: "Hai corso 1 km in 8 minuti, a cosa pensi sia dovuta questa prestazione?"

Dando due opzioni nella domanda indirettamente si suggerisce la risposta all'interlocutore, magari l'atleta per non contraddire il suo allenatore risponderà di essere stanco mentre in realtà avrebbe voluto dire che poco prima aveva mangiato un bel pezzo di lasagna!


3) Attenzione quando si usa "perché".

Quando usiamo l'avverbio "perché" formulando una domanda è molto probabile che il nostro tono possa sembrare di tipo genitoriale, causando una chiusura nell'altra persona che si metterà sulla difensiva.

Ad esempio immaginiamo un allenatore che dopo una gara non andata bene si rivolge all'atleta dicendo "perché non riesci mai a vincere?". La natura della domanda, a prescindere dalle intenzioni dell'allenatore, risulta di tipo inquisitorio e avrà sicuro impatto negativo sull'atleta che lo processerà come un attestato di mancata stima.

Ora Immaginiamo invece di essere in una sessione pre-gara tra allenatore ed atleta ed il primo chiede al secondo "perché per te è importante vincere?". In questo secondo caso la domanda è "giusta" perché stimola una risposta che farà riflettere sulla motivazione del ragazzo circa ciò che lo spinge a gareggiare e, magari, anche vincere.


Ovviamente queste sono indicazioni generiche: ci sono situazioni in cui fare una domanda chiusa o dare opzioni nella domanda, così come utilizzare il "perché", possono essere comunque degli strumenti utili.


Abbiamo parlato dunque nell'articolo dello strumento principale del Coach: il fare le domande, quelle "giuste", al fine di stimolare e liberare le energie del Coachee (chi chiede il servizio di coaching) e così raggiungere gli obiettivi prefissati. Anche tu sin da subito puoi iniziare a porti le domande giuste, si tratta solo di pratica!



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